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Sono a Ostuni ma è come io fossi a Minas Tirith

Jue, 9/10/2014 per

Sono a Ostuni, Brindisi, cascata di case bianche [foto sopra] che a me richiama la Minas Tirith del “Signore degli Anelli” di Tokien [foto sotto]. La metafora è di una bambina che era con me la prima volta che arrivai qui e vedendo la città sul monte gridò: “E’ Minas Tirith”. Mi faccio bambino e per due notti prendo casa nella città regale costruita dai Numeroreani sulle pendici del monte Lindolluin, nel Regno di Gondor della Terra di Mezzo. Nel primo commento dirò per che motivo sono qui.

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E’ difficile capirsi sulla terra

Jue, 9/10/2014 per

E’ difficile capirsi sulla terra. Con ciò non voglio dire che sia più facile sotto terra.

Aggiornamento in tempo reale. Da dove viene il doppio Sinodo? Forse dal Brasile è il titolo del mio commento di oggi per il blog “L’indice del Sinodo”.

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Natalina insegna che una bimba non è una disgrazia

Mié, 8/10/2014 per

“Mi occupo delle bambine accusate di essere streghe e abbandonate dalle famiglie. Cerco di educare la gente: una figlia femmina non è una disgrazia, ma la salvezza delle famiglie. Mostro che può fare la sarta, o curare il giardino”: parole di Natalina Isella, suora laica che è nella Repubblica democratica del Congo da più di trent’anni. Ammiro Natalina per la sua umile opera educativa e mando un bacio a lei e alle sue piccole streghe.

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Per Elena Bono che diceva: “Ogni uomo è una musica”

Mar, 7/10/2014 per

‘Ogni uomo è una musica. Ogni uomo ha un motivo suo. Se sceglie quel determinato motivo vuol dire che ci si ritrova, che si esprime in esso': sono parole di Elena Bono, poetessa amica, riferite dal Stefano Paba nel saggio “In Principio era la Musica”. “Ogni uomo è una musica” è stato intitolato un omaggio a Elena che sarà trasmesso da Radio Vaticana in quattro puntate lungo questo mese di Ottobre, in cui la poetessa avrebbe compiuto 93 anni (il 29 Ottobre).

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Francesco invita a parlare chiaro ascoltare non temere

Lun, 6/10/2014 per

Occorre parlare con sincerità e dire ciò che nel Signore ognuno si sente di dire. Parlare chiaro con parresia e ascoltare con umiltà sono le chiavi della sinodalità. Fate tutto in questo modo. Nessun timore poiché ciò si fa con Pietro e sotto Pietro: è il saluto del Papa ai sinodali stamane all’apertura dei lavori. Nei primi commenti i link ai testi sinodali e quale passo più vivo.

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Un mio commento al Sinodo nel blog del Regno

Dom, 5/10/2014 per

Nuovo è il metodo della convocazione, con due assemblee tra loro legate che configurano un’inedita stagione di concertazione collegiale, più simile a un Concilio che a un Sinodo, mirata al coinvolgimento dell’intera comunione cattolica.

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Sono contento del Sinodo che si apre domani

Sáb, 4/10/2014 per

Sono contento del Sinodo che si apre domani e mi sono impegnato a scriverne ogni giorno in un blog che la rivista “il Regno” – alla quale collaboro da più di quarant’anni – lancerà tra poche ore con questo indirizzo: http://ilregno-blog.blogspot.it/. Reputo i due Sinodi, quello che si apre domani e l’altro che si farà il prossimo anno, un grande fatto, di collegialità e di aggiornamento, della Chiesa di Roma.

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Una cartolina da Recanati con il lepre e le vinacce

Vie, 3/10/2014 per

Sono da un fratello cacciatore, nella campagna tra Recanati e Osimo dove sono nato, chiamato a mangiare il lepre che ha ammazzato. C’è il torchio sull’aia, mastelli di vinacce: “Abbiamo fatto cantina fino a ieri”. Cagnole e gatti e galletti che fanno un chicchirichì che s’inceppa qui e lì. Dico questo perché rosichiate un poco o un tanto secondo il sentimento d’ognuno.

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Quando il pirla stronca il Papa

Jue, 2/10/2014 per

Contra Bergolium 3: il passaggio dalla critica sistematica alla stroncatura è il tema del terzo seminario sugli oppositori del Papa. Un quarto sarà dedicato a chi non solo critica e stronca, ma prende iniziative di contrasto al Pontificato. Nel primo commento descrivo il girone degli stroncatori.

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Tutti possono parlare dell’arte

Mié, 1/10/2014 per

“L’arte è un argomento molto difficile. Ecco perché tutti ne possono parlare”: scritto a lettere nere su una saracinesca di via Urbana al numero 8, davanti all’ex Teatro Manzoni, in Roma. Non ne colgo l’intenzione, ma suona bene. Forse sta a dire che trattandosi di materia ardua, un po’ come il governo della città, è lecito che ognuno azzardi il suo parere.

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